lake lugano, sunset, switzerland, ticino, lago di lugano, lake, nature, landscape, morning mood, sunrise, dusk, mountains, sunset, sunset, sunset, sunset, sunset, lake, lake, landscape, landscape

Omelia di don Emanuele Di Marco

Omelia di don Emanuele Di Marco (domenica 30.8.26) per l‘inizio delle scuole (Cristo Risorto Lugano, diretta RSI Rete2)

Carissimi amici del Signore, i discepoli sono degli studenti, stanno seguendo un maestro. E lo fanno attraversando momenti in cui riescono a seguire bene e altri in cui si trovano in grave difficoltà. Il complesso mondo dell’apprendimento è proprio così: cuore e mente hanno bisogno di tempo. Oggi la lezione che Gesù sta facendo ai suoi discepoli non è affatto facile da seguire: “Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire e venire ucciso”. È un intervento del Maestro difficile da accettare. Era sicuramente più facile seguirlo alle nozze di Cana, alla moltiplicazione dei pani o durante le numerose guarigioni. Era più facile seguirlo persino nei momenti di contestazione dei farisei, dove comunque Gesù rispondeva a tono, proteggendo la sua classe di discepoli.Il primo annuncio della passione, però, cambia le carte in tavola. Mette in grave crisi il futuro degli studenti-discepoli: chi si occuperà di noi? Chi ci insegnerà? E tra di noi, chi sarà il maestro? E se poi litighiamo? Possiamo facilmente immaginare le profonde domande che si sono posti. Non dimentichiamo che nel brano del Vangelo precedente, quello che abbiamo ascoltato la settimana scorsa, Pietro aveva appena ricevuto le chiavi del Regno dopo aver professato la sua fede: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Quel Cristo, come poteva ora essere ucciso? A dire il vero, Gesù nell’annuncio di oggi ha detto chiaramente che sarebbe risorto, ma evidentemente questo dettaglio è passato in secondo piano… Davanti a una notizia così sconvolgente Pietro, fresco di mandato, fa un gesto molto forte che ci fa capire quanto rifiuti le parole di Gesù: “Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai»”.Proviamo a immaginare la scena. In questo drammatico momento, Pietro risponde con autorità, ma possiamo a buon titolo immaginare che sia mosso dal grande affetto per il Maestro. È sconvolto. Non vuole che succeda qualcosa di brutto al “suo” Gesù. E il Maestro non disprezza l’affetto di Pietro – lo vedremo nel momento del tradimento o quando, da risorto, gli chiederà tre volte: “Mi ami?”. Però in questo momento l’affetto di Pietro non segue la volontà di Dio: è possesso, non è vero amore. Per questo motivo Gesù – con un’espressione molto forte – dà un insegnamento a lui e a tutti noi: “Va’ dietro a me, Satana! Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. E non solo: Gesù spiega che per seguire il Maestro lo strumento della croce non è un accessorio, anzi! È fondamentale.Carissimi, il processo educativo dura una vita intera. La scienza ci dice che l’apprendimento umano è un processo continuo guidato dalla neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di creare e modificare le connessioni in risposta alle esperienze. Il nostro cervello è strutturato in modo tale che è impossibile non imparare. Emozioni e curiosità muovono l’apprendimento e ci fanno crescere. Pensate che la ricerca scientifica mostra come nei primi due anni di vita il cervello compia un’evoluzione formidabile, raggiungendo ben l’80% del suo peso adulto: in quel periodo si gettano le basi del linguaggio, della motricità, della cognizione sociale…Pensiamo, carissimi, a quanto hanno dovuto imparare i discepoli nell’episodio di oggi. Una vera e propria “situazione-problema” che ha richiesto uno sforzo di cervello, ma soprattutto di cuore, per accettare un futuro tutt’altro che scontato. Si sono trovati davanti a tre scogli enormi: primo, Gesù viene perseguitato e muore (e la risurrezione è ancora troppo difficile da comprendere); secondo, rischiano di rimanere soli senza la loro guida; terzo, per seguirlo bisogna prendere la propria croce. Ma cosa significava “prendere la croce” se Gesù non era ancora stato crocifisso? Capite, fratelli e sorelle, la difficoltà in cui si è trovata la classe dei discepoli?Da buon Maestro, però, Gesù non li lascia nello sconforto e nella paura. Li rassicura dicendo che il Figlio dell’uomo sta per venire. E per questo bisogna prepararsi. E bene.Nella prima lettura, con le parole del profeta Geremia, ognuno di noi può dire: “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre”. Noi che siamo qui, o chi ci segue attraverso la radio, abbiamo accolto l’invito di Gesù a seguirlo. Siamo cristiani, portiamo il suo nome in una società che spesso lo rifiuta o che prende scelte contrarie alla via buona del Vangelo. Anche noi siamo stati sedotti, come i discepoli. Anche noi siamo degli scolari di Gesù che ascoltano i suoi insegnamenti, ma a volte questi sono così difficili da mettere in pratica che avremmo bisogno di ripetizioni, o di capire meglio. Sempre il profeta Geremia continua dicendo:“Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,trattenuto nelle mie ossa;mi sforzavo di contenerlo,ma non potevo”. È questo fuoco nel nostro cuore che ci fa andare avanti. Anche se a volte ci sembra troppo difficile, fuori moda o fuori contesto essere cristiani, in noi c’è questo fuoco vivo, lo stesso che animava i discepoli. Anche se noi, come loro, vorremmo evitare la croce. Anche se noi, come Pietro, prenderemmo da parte Gesù per dirgli di evitarla. Sapete, carissimi, qual è la parola più importante per l’essere umano? Sapete qual è il verbo più prezioso nell’apprendimento? Non dire, non fare, non potere. Ma scegliere.
Gesù, il Maestro, lo sa bene. Ci dice infatti “chi vuol venire dietro a me…”. Alla base c’è una scelta, non un obbligo. E finché l’uomo potrà scegliere, allora sarà libero. Quando invece sarà un’altra intelligenza, artificiale o reale che sia, a scegliere per lui… allora non sarà più uomo.
Nella Parola di oggi dobbiamo capire che è solo con Lui che riusciamo a portare le croci della nostra vita. Da soli cercheremmo solo di cacciarle via, e così facendo diventerebbero ancora più pesanti. Con Lui, invece, quelle croci diventano lo strumento per la vita e per la risurrezione: perché con Gesù la croce non è mai l’ultima parola.Carissimi allievi di Gesù, mettiamoci allora alla sua sequela. Mettiamo serenamente nella cartella della nostra vita anche la croce, in mezzo alle tante cose che vi metteremmo più volentieri. Seguiamo Gesù, il buon Maestro che non ci deluderà mai.

Al termine
Carissimi, andare a scuola con Gesù significa imparare sempre.E in questo cammino l’aspetto emotivo è fondamentale: per essere cristiani autentici, dobbiamo mettere in gioco tutto di noi, comprese le nostre emozioni, i nostri affetti, le nostre reazioni. Proprio come ha fatto Pietro.Perché alla sua scuola, Gesù non ci chiede di attivare solo la mente, ma soprattutto il cuore. Quel cuore che ora – dopo averlo ricevuto nell’Eucaristia – custodisce un fuoco ardente. Custodiamo questo fuoco, perché è l’unico che non smetterà mai di illuminare e scaldare la nostra vita. Mettiamoci allora alla sua sequela. Mettiamo serenamente nella cartella della nostra vita anche le nostre croci quotidiane, sapendo che camminiamo dietro a un buon Maestro che non ci deluderà mai. Sia questa la scelta per la nostra vita.

Pensieri sparsi….
A te, che entri per la prima volta a scuola, A te, che ci ritorni volentieri, A te, che sei emozionato di rivedere i tuoi amici, A te, che hai paura che qualcosa non vada bene, A te, che non vuoi andare perché ti prendono in giro, A te, che piacciono le attività fatte insieme, A te, che lavori più volentieri da solo, A te, che inizi con una nuova classe, A te, che hai preparato delle belle lezioni, A te, che hai l’impressione di non esser capito, A te, che hai preparato l’aula con entusiasmo, A te, che ti senti senza fantasia, A te, che porti i tuoi bimbi a scuola, A te, che hai pulito le aule con affetto, A te, con il desiderio di vivere belle attività…
…auguri per un buon inizio di ogni anno scolastico! Auguri a tutti e a ciascuno, a te particolarmente!
Il Signore ti accompagni!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto